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Astensionismo in crescita, di meno in Campania

L’asse PD-UDC mette in crisi il PDL, che però si conferma nel casertano

Comunali con il segno meno: l’affluenza alle urne, secondo i dati definitivi del Viminale, è infatti scesa di quasi il 7% rispetto alle precedenti consultazioni. Ha votato soltanto il 66,88% degli aventi diritto, a fronte del 73,74% delle precedenti elezioni. I cali sono presenti ovunque, ma la Campania si presenta come la regione con gli elettori più affezionati alle urne, visto che il calo è stato “solo” del 4% (ha votato il 73% degli aventi diritto contro il 77% delle elezioni precedenti).

I comuni partenopei nei quali i cittadini sono stati chiamati a rinnovano sindaci e consiglieri sono stati 21, ma gli occhi sono stati puntati soprattutto su Torre del Greco e Pozzuoli. Urne aperte anche a Cardito, Casavatore, Frattaminore, Ischia, San Giorgio a Cremano, Sant’Antimo, Torre Annunziata e Volla nel napoletano, 28 nel salernitano (tra questi comuni, i maggiori sono Agropoli, Capaccio e Nocera Inferiore), 19 nel casertano (tra cui Aversa e Mondragone), 13 nell’avellinese (tra cui Altavilla Irpina, Atripalda, Baiano, Solofra), e 9 nel beneventano.

Una tornata amministrativa destinata ad incidere non poco sullo scenario politico regionale, dato che è stata l’occasione per testare, in territori importanti, l’alleanza UDC-PD (vedi i comuni di Pozzuoli, Torre del Greco, Saviano, Casavatore); per misurare la tenuta del PDL e per mettere alla prova il rapporto conflittuale tra il gruppo dei berluscones e il governatore Caldoro, attratto dalle sirene del Terzo Polo.

L’asse PD-UDC vince nei Comuni più popolosi. Il PDL perde, ma conserva alcune importanti città nel casertano. Dove invece erano in campo gli schieramenti tradizionali o ciascuno dei tre poli correva per conto proprio, lo scenario si fa più incerto o i risultati differiscono dal quadro generale. Da segnalare è poi l’esperimento andato in scena a Ischia. Sull’Isola Verde, a imporsi è stato, infatti, l’asse PDL-PD. II “caularone”, espressione dialettale che indica un “grande pentolone” e che gli ischitani hanno affibbiato alla insolita accoppiata, alla fine ha trovato il consenso degli elettori. L’esperimento ha funzionato anche a Casamicciola e Lacco Ameno, mentre a Barano è fallito. Lasciando l’isola e scendendo nel salernitano la situazione appare difficile da decifrare. Ad Agropoli il PDL va sotto, a vincere è stato il sindaco uscente con un plebiscito capace di sfiorare il 90%. A Nocera Inferiore il centro-sinistra non è arrivato nemmeno al ballottaggio. A Capaccio la vittoria è andata a Italo Voza, appoggiato dal centrodestra e che interrompere cinque mesi di commissariamento. Risalendo la regione, e tornando nel casertano, giungono segnali positivi per il PDL. Spicca la vittoria ad Aversa di Giuseppe Sagliocco, con PDL e UDC qui insieme. Al centro-destra va anche Mondragone. Nei 9 comuni del beneventano andati al voto, si affermano i candidati del centro-destra, anche se in questo caso si è trattato per lo più di liste civiche senza eccessivi riferimenti ai partiti nazionali. Nell’avellinese spicca la vittoria del candidato del PD, Vignola, a Solofra, con gli atri comuni che seguono il trend descritto per Benevento: liste civiche a monopolizzare la scena.

Difficile stabilire comunque con nettezza chi abbia vinto, per via dei dati altalenanti e delle coalizioni trasversali, ma anche perché nessuno dei quattro capoluoghi di provincia è andato alle urne.

(Articolo pubblicato sul numero di giugno de “La Campania giovane”)

Cliccando qui potete scaricare o semplicemente vedere il pdf del numero completo di giugno de “La Campania giovane” nella versione cartacea

Di seguito l’immagine dell’articolo nella versione cartacea:

Due anni di bugie di Caldoro, guarda il video

Cicca sul segente link per vedere il video su youtube:

http://www.youtube.com/watch?v=4yWwax2Yi7k

Buona visione!

LA CAMPANIA CHE RINASCE?

DUE ANNI DI BUGIE

L’editoriale di Antonio Marciano, consigliere regionale PD

E’ cominciato tutto per gioco, ma ben presto ci siamo resi conto che sarebbe diventato qualcosa di più serio. Di più, una mossa mediatica azzeccata. La nostra, certo, non quella di Caldoro. “La Campania rinasce? Due anni di bugie”, video virale firmato da La Campania Giovane che un paio di settimane fa abbiamo deciso di mettere in rete, è riuscito a collezionare in pochi giorni molti più clic dell’originale realizzato dall’esperto di comunicazione Luigi Crespi per raccontare i primi due anni di governo Caldoro in Campania (“La Campania che rinasce, due anni con Caldoro”). Un successo che si spiega in due modi. Primo: evidentemente chi racconta la verità desta più interesse di chi costruisce la menzogna. E poi: malgrado gli sforzi enormi per superare evidenti lacune comunicative, il Presidente non sfonda. Né sui canali tradizionali di comunicazione, né su internet. Tra il Governatore e il popolo del web la scintilla tarda a scoccare: dopo il mezzo flop del filo diretto con i cittadini che andava in streaming ogni lunedì su http://www.regionecampania.it, anche il video-racconto dei primi due anni alla guida di Palazzo Santa Lucia non è riuscito a collezionare troppi clic. Anzi, ancora una volta il tentativo di rilanciarsi nel mondo della comunicazione 2.0 rischia di trasformarsi per Caldoro in un boomerang. Soprattutto se nelle prossime ore i navigatori del web continueranno a preferire al video ufficiale quello in cui alla voce del Presidente che elogia il lavoro della Giunta sul fronte del contenimento della spesa, della sanità, del lavoro, dei trasporti pubblici, dei rifiuti, si sovrappongono le immagini delle barelle nei corridoi degli ospedali, delle proteste dei precari e dei cassintegrati, delle migliaia di pendolari della Circumvesuviana in attesa che passi un treno, della discarica di Terzigno riempita all’inverosimile di sacchetti. Un video montato ad arte a metà tra lo sfottò e la denuncia, in cui trovano spazio anche volti noti della tv come Maurizio Crozza (che attacca il condono edilizio proposto qualche mese fa dal consigliere regionale PDL Luciano Schifone) e leader politici nazionali come il deputato Maurizio Lupi, nel suo memorabile fuori onda ripreso da Striscia la Notizia in cui attacca il Governatore campano. Con una chiosa finale. L’immagine di Caldoro in versione Mago Silvan e la scritta ironica: “E adesso cos’altro tirerà fuori dal cilindro?”.

(Dal numero di maggio de “La Campania giovane”)

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