Archivio mensile:settembre 2011

Chi fa tante manovre non sa guidare.. il Paese

Le manovre fanno sempre male, ma un conto è prendere antibiotici per arrivare a lunedì, altro è per guarire

23 dicembre 2010, è la data dell’approvazione definitiva della riforma dell’università, l’ultima significativa riforma di questo Governo. Sono passati più di otto mesi, da allora il nulla. Solo chiacchiere inconcludenti, ministeri da trasferire, vari tentativi di far saltare i referendum e il sempre aperto cantiere della propaganda, che ha dato il meglio (il peggio) di sé alle amministrative. Poi, d’un tratto, all’inizio dell’estate, alcune giornate nere delle Borse hanno fatto aggravare le preoccupazioni della comunità internazionale per la stagnazione dell’economia e le dimensioni del debito del nostro Paese. Il Governo si è così visto costretto a dare un taglio al teatrino della demagogia, anticipare la manovra finanziaria prevista per settembre e approvare di fretta e furia una legge da circa 70 miliardi di euro – inizialmente dovevano essere 43 – ripartiti in modo piuttosto singolare: 2 miliardi nel 2011 e 5,5 nel 2012, poi 24 nel 2013 e 47 nel 2014. Insomma, per la serie “tiriamo a campare!”, tanto nel 2013 ci sarà un nuovo esecutivo e sarà affar suo imporre una manovra da lacrime e sangue.

Sol che, dato che il 2013 è lontano, i mercati finanziari – non sorprendentemente – non si sono fidati, non hanno creduto nella capacità del Governo di affrontare adeguatamente la crisi. Ragione per cui si è resa necessaria un’altra manovra, una finanziaria d’emergenza da altri 45 miliardi, approvata dal Consiglio dei ministri il 13 agosto sotto forma di decreto legge (il Parlamento – a partire da quella data – ha 60 giorni per emendare e approvare definitivamente il testo). Sin da subito è partita l’altalena delle trattative: prima più su, poi più giù, cambiamenti di posizione di ora in ora. Un continuo ed irresponsabile rimescolamento delle carte dettato da ragioni spudoratamente elettorali. Il discrimine nelle scelte da prendere è stato non la correttezza o lungimiranza delle proposte, ma il calcolo dei voti che fanno perdere. Una strategia che antepone a tutto, anche al buonsenso, la propaganda e la necessità di mantenere un Paese in costante campagna elettorale, del resto non è forse questa l’intima essenza del berlusconismo? Un modus agendi che, curandosi più del rapporto con il proprio elettorato che della credibilità della Nazione di fronte agli osservatori stranieri e di casa, ha infranto il rapporto di fiducia tra Stato e cittadino.

Tutto questo come se fosse indifferente dove si prendono o dove si investono i soldi, come se il contenuto di una manovra potesse cambiare a piacimento purché i saldi restino invariati – cosa peraltro tutt’altro che scontata. La maggioranza si sta dunque esibendo in uno spettacolo indecoroso, reso farsesco e non tragico dalla decisione della BCE di fornirci copertura economica comprando i nostri titoli di Stato.

Il risultato non può che essere una manovra di affanno, frutto di una sequela di proposte e controproposte, fatta di provvedimenti emergenziali e di corto respiro. Una manovra figlia di NN, e ciascuno di quei nessuno si è messo a fare “lobbying” perché il male venisse adeguatamente convertito in peggio. Tanto se le misure non funzioneranno daranno la colpa ai mercati, anzi agli scellerati “speculatori”.

(Articolo pubblicato sul numero di settembre de “La Camapania giovane”)

Cliccando qui potete scaricare o semplicemente vedere il pdf del numero completo di settembre de “La Campania giovane” nella versione cartacea

Di seguito le immagini dell’articolo nella versione cartacea (se clicchi sulle immagini le vedrai ingrandite):

Comma ammazza-blog: un post a Rete unificata per dire NO

UNA PROTESTA INFORMATA

L’idea è nata su twitter, parlando con Claudia Vago (@Tigella) e Salvatore Mammone (@mammonss): invitare i blogger, chi frequenta e “abita” la rete a condividere, postare (anche su facebook e su twitter), diffondere lo stesso post come segnale di protesta contro il comma 29, cosiddetto ammazza-blog.

Il post che abbiamo scelto è di Bruno Saetta e spiega bene cosa non va in questa norma. Qui raccogliamo tutte le adesioni, inserite l’url del vostro post.

Perché abbiamo scelto proprio questo post? Perché vogliamo sottolineare che la nostra non è ‘indignazione automatica’, come per esempio Massimo Mantellini ha sottolineato, ma una protesta informata. Sulla questione della scelta di definire quella norma ‘ammazzablog’ consigliamo la lettura di questo articolo sempre di Bruno Saetta..

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione?
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

Potete leggere l’articolo completo su ValigiaBlu.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: