L’altra faccia della Campania

Mentre centinaia di aziende chiudono, c’è chi ancora riesce a mantenere in attivo fatturati e vendite

L’onda lunga della crisi ha senz’altro indebolito il tessuto socio-economico italiano. I problemi occupazionali, infatti, portano sempre con sè una lacerazione sociale, un sentimento di sfiducia verso il futuro. Una crisi del lavoro che è metafora della crisi esistenziale di un popolo, che si sente colpito nella sua dignità, che non si vede capace di autodeterminarsi e realizzarsi. Insomma non si sente libero. Gli strascichi più pesanti si sono registrati nel Meridione, confermando la storica tendenza ad uno sviluppo squilibrato sul territorio della nostra penisola. Lo si è detto in mille salse, ma la sostanza resta la stessa: un’Italia a due velocità. In questo scenario però si innestano anche realtà imprenditoriali che “reggono”, che anzi riescono persino a crescere, ad incrementare il proprio fatturato. E questo accade anche al Sud. Nel raccontare la storia di chi – nonostante tutto – “ce la fa” prenderemo in considerazione aziende che sono impegnate nei più diversi settori economici.

Abbigliamento: Harmont&Blaine, la griffe del Bassotto

L’amministratore delegato, Domenico Menniti, con sentimento di viva soddisfazione, ha dichiarato: «Il 2011 è destinato a segnare un incremento del fatturato che dovrebbe raggiungere quota 55 milioni di euro, rispetto ai 47 del 2010». In particolare il primo semestre dell’anno corrente si è chiuso con un fatturato di 26,8 milioni di euro, attestandosi su una crescita del 18,7 % rispetto ai 22,6 milioni di euro registrati nell’esercizio precedente. Risultati ragguardevoli li stanno ottenendo anche i licenziatari per le linee bambino e per le calzature, praticamente in linea con quelli della maison. Tant’è che attualmente queste due linee sviluppano un fatturato annuo di circa 13 milioni di euro e fanno segnare un tasso di crescita a due cifre.

La Harmont &Blaine spa ha sede a Caivano, in provincia di Napoli, dove è concentrata la produzione di tutte le linee di abbigliamento e accessori. Oggi è divenuta un marchio, caratterizzato dalla costante ricerca di colori, forme e materiali nuovi, fortemente conosciuto sia in Italia che all’estero. Ormai ha 150 dipendenti diretti e più di 600 di indotto, una rete commerciale che conta 26 boutique monomarca in Italia e 40 nel mondo, oltre che significative presenze in più di 600 negozi di abbigliamento sparsi ovunque. Ma la griffe del Bassotto non ha alcuna intenzione di arrestare qui il suo percorso di radicamento all’estero, porta avanti senza sosta un ambizioso programma di internazionalizzazione del gruppo con focus su Centro America, Russia, Medio Oriente e Grande Cina.

Settore alimentare, l’exploit della Conad

Chiaro e risoluto, sin da inizio 2011, si è mostrato l’amministratore delegato, Camillo De Berardinis, nello snocciolare le cifre degli investimenti per i prossimi anni: «Di qui al 2013 abbiamo messo in cantiere l’apertura di 266 punti vendita in tutte le regioni, con un investimento di 770,5 milioni, e la creazione di 5800 posti di lavoro, di cui oltre 2.100 al Sud, con 160 inaugurazioni e una spesa di 190 milioni. Proseguiranno anche le aperture dei negozi Sapori&Dintorni per portare il made in Italy alimentare nei principali aeroporti europei e città d’arte italiane. Inoltre abbiamo avviato la ristrutturazione di un terzo dei nostri 2.900 punti vendita». Un trend che colloca il gruppo al secondo posto tra i protagonisti della grande distribuzione in Italia, pronto ad investire, in Campania, 50 milioni di euro, con 25mila metri quadri di nuove aperture e ulteriori 1.000 posti di lavoro, destinati la maggior parte a giovani da qualificare con un’adeguata formazione specifica.

Entro l’anno, infatti, tra Napoli e Pompei saranno avviati quattro importanti progetti che determineranno la riqualificazione di alcune aree con l’apertura di tre nuovi punti vendita: uno all’interno della ristrutturata ex cartiera Aticarta a Pompei, uno nell’ex stabilimento Fiat in Corso Malta e il terzo nell’ex birreria del quartiere di Miano a Napoli. «Si tratta di strutture che grazie a questi interventi – ha precisato Danilo Toppetti, direttore generale di Pac 2000A-Conad – saranno salvate dal degrado attuale e riconsegnate alla cittadinanza completamente recuperate e fruibili».
Inoltre, all’interno della stazione di Mergellina, è prevista l’apertura del primo store in Campania Sapori&Dintorni Conad. Nella nostra Regione, del resto, la cooperativa ha già raggiunto una quota di mercato del 15,7 % ed è impegnata a sostenere l’economia attraverso 196 fornitori locali che hanno realizzato un fatturato di 124,6 milioni di euro.

Aeronautica, al Sud l’eccellenza: brilla la campana Alenia aeronautica

Nelle regioni del Sud il polo industriale dell’aeronautica serve oltre 140 armatori in tutto il mondo. Tra Campania e Puglia c’è la vera e propria eccellenza italiana del settore. Lo si deve alla presenza ed agli investimenti sul territorio di aziende leader, come Alenia aeronautica (gruppo Finmeccanica) ed, il colosso Usa, Boeing. Intorno a loro si è sviluppato un indotto senza precedenti con migliaia di aziende, alcune capaci anche di attirare commesse di altri competitors internazionali. In Campania soprattutto, la produzione, trainata – come detto – da un’azienda del calibro dell’Alenia (in questo comparto la più rappresentativa dell’intero Paese), è persino aumentata negli ultimi mesi.

Ben presto, dunque, sono state rilasciate, a commento di questi straordinari risultati, dichiarazioni ricolme di entusiasmo. «In Campania, nonostante la crisi, il comparto mostra un incremento di fatturato e addetti», queste le parole di Norberto Salza, coordinatore della commissione Aerospazio dell’Ordine degli ingegneri di Napoli, il quale ha realizzato uno studio dedicato al settore nella regione, che conta oltre 60 fra aziende e centri di ricerca, 10mila occupati e un fatturato di 500 milioni di euro l’anno. Ha proseguito, quindi, annunciando che, a settembre, la commissione dell’Ordine degli ingegneri costituirà un comitato tecnico scientifico per il settore aerospaziale e proponendo alla Regione di attivarsi per creare un pool di esperti per il rilancio del polo aeronautico, in collaborazione tra gli assessorati alle Attività produttive e alla Ricerca scientifica.

Continuando nell’analisi dei dati della nostra regione, è da notare che il 69 % delle aziende del settore è concentrato nella provincia di Napoli: oltre all’Alenia (ha stabilimenti a Capodichino, Casoria, Pomigliano e Nola) e da segnalare l’Ams tra Giugliano e il Fusaro. Il “focal point” per l’industria campana, comunque, è certamente rappresentato, con i suoi progetti di ricerca su veicoli spaziali e velivoli senza pilota, dal Cira (centro italiano ricerche aerospaziali) di Capua.

Si tratta di realtà imprenditoriali impegnate in ambiti radicalmente diversi, ma accomunate da un unico comune denominatore: l’orgoglio di dare il proprio contributo per risollevare l’economia nazionale, di avere investito qui e all’estero per rendere più grande il nostro Paese. Hanno la faccia ridente di chi può dire “ce l’ho fatta”, di chi sussurra “è possibile”, anche al Sud.

(Inchiesta pubblicata sul numero di agosto de “La Campania giovane”)

Cliccando qui potete scaricare o semplicemente vedere il pdf dell’articolo

Cliccando qui invece potete scaricare o semplicemente vedere il pdf del numero completo di agosto de “La Campania giovane” nella versione cartacea

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Pubblicato il 29 luglio 2011, in La Campania giovane con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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