Comunali a Benevento, a che punto siamo?

La coalizione di centrosinistra ha ufficilmente deciso, in una riunione tenutasi giovedì 3 marzo, di riconfermare Fausto Pepe come candidato Sindaco per le prossime elezioni amministrative del 15 e 16 maggio. Alla scorsa tornata elettorale era stata netta la vittoria del Sindaco uscente, che si era infatti affermato con il 56,18 % dei consensi guidando una coalizione costituita da: “Rosa nel Pugno”, “Progetto Benevento”, “Costituente Centro”, “Città in Comune”, “Udeur”, “Margherita” e “Democratici di Sinistra”. Alle comunali del 2006 il centrodestra aveva invece allestito una coalizione – composta da: “Alleanza Nazionale”, “Cristiano Democratici”, “Nuovo PSI”, “Amare Benevento”, “Forza Italia” e “UDC” – che aveva espresso la candidatura di Sandro D’Alessandro, attestandosi al 42,37 %.

Leggendo i nomi delle liste che avevano sostenuto i due candidati saltano subito all’occhio i profondi cambiamenti avvenuti in ambito nazionale e di riflesso a livello locale e, nel Sannio, questo è accaduto soprattutto nel campo delle forze che si oppongono al centrosinistra. Pepe, infatti, sarà sostenuto da PD, IDV, SEL, Federazione della Sinistra e Partito Socialista assieme ad altre formazioni civiche come “Lealtà per Benevento” e “Benevento in… Movimento”; mentre se si volge lo sguardo verso “Centro” e verso “Destra” la situazione appare tanto intricata quanto inedita. A Napoli si è presentata in modo organico una coalizione che corrisponde al neonato, su scala nazionale, Terzo Polo. A Benevento, invece non vi erano le condizioni minime affinché ciò si realizzasse. Ma andiamo per ordine.

FLI risulta praticamente inesistente dopo che il suo massimo esponente, Pasquale Viespoli, ha abbandonato il neonato partito che fa riferimento a Gianfranco Fini per far parte di “Coesione Nazionale” (ne è capogruppo), terza gamba della maggioranza berlusconiana nel Senato della Repubblica. Localmente poi Viespoli anima il raggruppamento civico “Territorio é Libertà” (TEL), composto essenzialmente da consiglieri comunali di Benevento in rotta con la leader locale Nunzia De Girolamo e il suo vicario, Roberto Capezzone.

Con la sua “TEL” sarà uno dei tre perni dell’insolita coalizione civica PIT (“Patto Istituzionale Territoriale”), che sosterrà il candidato a Sindaco – appena uscito dal PD – Carmine Nardone. L’ex PC ha infatti incassato il sostegno dell’Udeur e dell’UDC: le altre due punte di diamante sono quindi due “vecchie volpi” della politica italiana, Clemente Mastella e Ciriaco De Mita.

Il PDL, insieme con “Nuovo Psi”, “Noi Sud”, “La Destra”, “I Popolari Italia Domani”, “Forza del Sud” e “Cristiano Popolari” ha individuato il proprio candidato in Roberto Capezzone, vice coordinatore vicario del PDL e consigliere comunale di opposizione.

L’API, dal canto suo, è stata sino all’ultimo indecisa su chi appoggiare, ha anzi minacciato di voler correre da sola con candidato sindaco Gianvito Bello – assessore provinciale nella Giunta di centrosinistra in chiara polemica con l’UDC -, lasciando aperta ogni strada in caso di ballottaggio. Ieri mattina è arrivata però la svolta: in una riunione a Roma tra i vertici sanniti e il leader nazionale, Francesco Rutelli, pare si sia scelto di continuare il cammino con l’alleanza di centrosinistra. Questa decisione dovrebbe essere ratificata stasera nelle direzioni cittadine e provinciale del partito.

Come era prevedibile le critiche incrociate da parte dei vari “ex-compagni” per i “transfughi”, insomma per quelli che hanno cambiato “casacca” (ossia partito e/o alleanza), non sono tardate ad arrivare.

Caustico il commento di Costantino Boffa, parlamentare PD, nei confronti di Nardone:

Prima della politica vengono i valori della dignità e della coerenza. Nardone è stato deputato per quattro legislature nel PCI-PDS, per undici anni e poi per dieci presidente della Provincia di Benevento nello stesso partito e sempre nel centrosinistra. (…) Non credo che l’insalata mista, tanto indigesta, costituita dall’alleanza tra Viespoli, Mastella e Nardone possa vincere. Ma se anche fosse, Nardone avrà comunque perso la partita della dignità e della coerenza. Mi sento ancora amico di Carmine Nardone, nonostante tutto, e lo invito perciò a cambiare parole d’ordine in questa campagna elettorale rispetto a quelle che sta propinando: innovazione e legalità. Chi dovrebbe rappresentare l’innovazione: Nardone, Mastella, De Mita e Viespoli? Sostenerlo rispetto a questa compagnia di giro è molto complicato, per lo meno imbarazzante”.

Zarro (Pdl), in aperta polemica con Mastella (eletto europarlamentare nel PDL) e Viespoli (senatore eletto nel PDL), ha dichiarato:

Al solito Clemente Mastella, che ha rinnegato la propria città per candidarsi a sindaco di Napoli, il solo ruolo secondario di compare d’anello. Questa inedita compagnia di giro, che vede uniti accusati ed accusatori, inquisiti ed inquisitori, trasformisti e parolai, è priva di qualsiasi valore politico di riferimento: è un’alleanza che non ha futuro, essendo carente di una seria proposta politica, economica, sociale e culturale per la nostra comunità.”

Si sono registrate reazioni critiche anche da parte di intellettuali sanniti: ne è un esempio il caso di Nicola Sguera, che in una lettera aperta ha esortato Nardone a tornare sui suoi passi.

Polemiche anche all’interno dello stesso PDL. I consiglieri comunali sanniti pidiellini Luigi Bocchino, Costanzo Di Pietro e Antonio Reale il 18 marzo avevano scritto al coordinatore regionale Nicola Cosentino e al vicario Mario Landolfi per chiedere un intervento immediato su quanto sta accadendo:

”E’ possibile che i vertici regionali del Popolo della Libertà non riescano a far ragionare i Popolari per il Sud di Mastella e l’UDC di De Mita rispetto alle alleanze elettorali nei capoluogo di provincia della Campania? (…) Se UDC e Udeur dovessero correre da soli, è indispensabile che i vertici campani del PDL e il presidente Caldoro prendano atto della loro uscita dalla maggioranza e si comportino di conseguenza, perché non sarebbe corretto, soprattutto al cospetto degli elettori, che questi partiti continuino ad ottenere spazi sul piano regionale per colpire, poi, il PDL sul livello locale.”

Sono stati poi Mino Izzo ed Erminia Mazzoni ad esprimere forti critiche sull’isolamento del partito, determinato dalla conduzione delle trattative nel centrodestra da parte della coordinatrice provinciale, Nunzia De Girolamo. Disappunto anche per l’ipotesi ventilata dalla stessa De Girolamo: il possibile appoggio a Pepe nel caso in cui il proprio candidato non arrivasse al ballottaggio. Il PDL del Sannio, però, non ci sta a patire l’isolamento in cui vogliono collocarlo i suoi “alleati” di coalizione. Luigi Bocchino lo manda a dire con chiarezza ai suoi critici interni, Izzo e Mazzoni, e ai suoi mancati alleati (UDC, Popolari per il Sud/Udeur e viespoliani).

Ma se pensate che finisca qui vi sbagliate di grosso: il variegato mondo delle associazioni cittadine ha infatti deciso di presentare una propria lista civica, con tanto di candidato autonomo. Proprio qualche ora fa è giunta la notizia che l’assemblea del Comitato promotore ha varato la lista dei movimenti, denominata significativamente “ORA”, acronimo di “Occorre reagire adesso”. A spuntarla alla fine è stato Antonio Medici, già in passato assessore comunale: sarà lui il candidato dei movimenti della città.

Intanto la campagna elettorale è già partita: PD e PDL hanno cominciato a darsi battaglia con un botta e risposta attraverso due manifesti fatti affiggere in città. Quelli pidiellini mettevano l’accento sui lati “oscuri” dell’amministrazione Pepe, come i 18 assessori nominati e poi sostituiti e soprattutto i 7.283.117,08 € di debiti fuori bilancio. I democratici hanno risposto con un manifesto dal titolo “Verità nascoste e bugie manifeste”, che bolla come menzogneri i dati diffusi dal PDL ed indica i meriti dell’amministrazione uscente, tra cui spiccano la “non avvenuta emergenza rifiuti a Benevento”, l’aver portato in città la sfida Unesco e l’aver ottenuto “il finanziamento europeo più cospicuo della storia dell’ente”.

Il 29 marzo, come a Napoli con la Iervolino, è fallito anche a Benevento il tentativo di far cadere anticipatamente, sebbene per pochissimi giorni, il Consiglio Comunale. Decisivo è stato infatti il defilarsi di PDL e Udeur. Al partito di Mastella il Sindaco uscente ha riconosciuto lo stile politico per essersi distaccato dal tentativo di defenestrazione. A sottoscrivere la mozione di sfiducia, però, sono stati anche due consiglieri della maggioranza (De Nigris e Picucci), raggiungendo così quota 16 firme (ne servivano 21).

Perentorio il commento a caldo fatto da Pepe in una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Mosti:

“Viespoli, che malgrado egli stesso abbia in passato subito l’onta della sfiducia, non ha richiamato i suoi uomini ad uno stile istituzionale opportuno. Ma d’altronde era nel PDL, poi è passato nel FLI, poi nel flop e ora è in Coesione assieme ai sudtirolesi! E Nardone? Penso di non averlo mai conosciuto quest’uomo. Ha avuto un cambiamento di personalità così forte e radicale che non lo riconosco. A lui chiedo: oltre che un’addizione cosa ha nella testa? Cos’è quell’accozzaglia che sta mettendo insieme? E’ gente che non ha fatto altro mestiere che il mestatore, si accorge di questo? Mettiamoli tutti insieme questi signori, pubblichiamone i volti, vediamo quanti voti prenderanno. Io sono contento che stiano con Nardone e non più con noi. La politica fatta nei ristoranti, nelle stanze d’albergo, nelle bische di notte non mi appartiene. La politica si deve fare nei Consigli Comunali. Quindi puntiamo non solo a vincere, ma a fare pulizia.”

Attraverso un duro comunicato stampa della Segreteria del Comitato Elettorale che sostiene Nardone arriva, invece, la replica a quanto dichiarato da Pepe:

“Vanno stigmatizzate le parole usate e gli atti posti in essere da quest’ultimo ed altri nei confronti di esponenti politici, utilizzando l’Aula Consiliare del Comune di Benevento per fini personali, propagandistici, elettorali e nulla più. Tali comportamenti sono lo specchio fedele della situazione in cui versa l’Ente. Nessun commento ulteriore può meritare l’accaduto, ma l’occasione è propizia per auspicare il ritrovamento di una correttezza istituzionale che induca a bloccare le strumentali pubblicazioni di bandi appaltatori di fondi pubblici in periodo elettorale, anche in presenza di pareri contrari già precedentemente esplicitati dal Consiglio Comunale uscente.”

Allo stato delle cose i candidati oggi sarebbero dunque 4 e, se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, abbiamo buone ragioni per ritenere che questa sarà una campagna elettorale particolarmente accesa.

(Questo articolo è stato pubblicato sul sito de “La Campania giovane”, lo potete vedere cliccando qui)

Annunci

Pubblicato il 1 aprile 2011, in La Campania giovane con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: