E per il centro-sinistra quale futuro?

QUEL NODO DA SCIOGLIERE DELLE PRIMARIE

Gli scenari nel centro-sinistra appaiono diametralmente opposti. La critica per eccellenza che viene mossa è quella di “non avere una leadership forte”: si sente commentare spesso, alludendo in modo beffardo in particolare al PD, che in tale parte politica lo “sport nazionale” sarebbe mettere quotidianamente alla berlina il segretario eletto, delegittimandone così l’operato e – riprendendo la frase di un noto politico che ha una concezione aziendale e proprietaria della politica – “esponendo il partito al pubblico ludibrio”. Comunque, mettendo da parte le provocazioni più o meno pretestuose, il PD sembra realmente avere una identità “pallida”, o quanto meno non definita in pieno. E’ questo uno dei principali motivi per i quali i democratici, stando alle rilevazioni dei sondaggi, sembrano non riuscire a guadagnare consensi pur in una fase di forte calo della fiducia nel presidente del consiglio e nel “suo” partito (come vedete la berlusconizzazione della politica induce a scrivere queste cose, quasi che un partito potesse ridursi ad una persona … ). Non avere una posizione chiara e ben delineata sulle questioni all’ordine del giorno nell’agenda politica, infatti, può creare non pochi problemi: come è facile intuire ma arduo da realizzare, essere equilibrati può attrarre consensi nella misura in cui la mediazione non si trasforma in immobilismo; qualcuno direbbe che esasperando un simile atteggiamento si corre il rischio di “morire di tattica”. E’ per questo fondamentalmente che si discute dell’opportunità di fare delle primarie di coalizione in questa fase. A tal proposito Gianni Vattimo, dalle colonne de Il fatto quotidiano del 20 agosto 2010, chiosava in questo modo: “Chiunque vinca le primarie della coalizione, però, non potrà vincere contando unicamente sull’appeal della sua persona: essere alternativi a B. significa anche vincere diversamente da come farebbe lui. Difficilmente potremo andare al governo sventolando unicamente la bandiera della legalità sulla quale per fortuna oggi insiste anche Fini: abbiamo bisogno di motivi forti per i quali elettori delusi, stanchi e rassegnati dovrebbero votare per il nostro schieramento. Occorrono idee prioritarie per il programma di governo che intendiamo presentare, e primarie per quelle stesse idee”. La matassa è dunque difficile da dipanare. Probabilmente il risultato delle – a quanto pare – sempre più imminenti elezioni e del futuro del centro-sinistra dipende per buona parte da questa scelta: fare le primarie? E se farle in che modo?

(Secondo mio articolo sul numero di dicembre de “La Campania giovane”)

 

Cliccando qui potete scaricare o semplicemente vedere il pdf del numero completo di dicembre de “La Campania giovane” nella versione cartacea

Qui di seguito l’immagine del cartaceo dell’articolo:

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Pubblicato il 30 gennaio 2011, in La Campania giovane con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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